Il Dado dell’Angelo

Mi metto in un angolo a contare il numero.
Ne contro tre e poi smetto.
Sotto le dita ruvido, la carta sfrega l’epidermide. Mi lascio sentire da me stesso e sto male.
Sto male.
Ho tanto freddo e mi mordo il labbro secco.
Non voglio un cane. Non mi dà . Cerco un oggetto nuovo. Non una ispide si ghiaccio.Cerco un oggetto nuovo.
Lo troverò domani, non oggi.