Archivio della Categoria 'Il Regno della Polvere'

Monet, Christie’s, e 51 milioni di euro per lo stagno delle Ninfee

Mercoledì 25 Giugno 2008

Le ninfee di Monet, degli Angeli

“Le Bassin aux Nympheas” dell’ impressionista Claude Monet (1840-1926) è stata battuta ieri a un’asta di Christie’s di Londra per 40,9 milioni di sterline, circa 52 milioni di euro. La tela, ad olio, delle dimensioni di due metri per uno, apparteneva a una collezione privata europea.

Il nodo, fondamentale, della mia riflessione, verte riguardo al prezzo sborsato per la sua acquisizione; 100 miliardi di lire. All’incirca 400 appartamenti economici, 5500 utilitarie, 8.000.000 di pizze, 33 milioni di litri di latte.

Perchè quel quadro è valutato così tanto? Merita quel prezzo?

Quella somma è il risultato di una serie di variabili socio-economiche che hanno a che fare con il business dell’arte. Le più evidenti: la fama dell’artista, il suo periodo storico, le disponibilità finanziarie dei compratori, la valutazione critica (congetturale) dell’opera, il venditore, la casa d’aste, la speculazione.

La speculazione. Quella che è definita arte moderna e/o contemporanea è una miniera d’oro, per un motivo sostanziale; non c’è alcun legame diretto fra il prezzo di un’opera e un suo valore intrinseco. Parlare di valore è già molto equivoco. Perchè bisognerebbe chiedersi, a priori, cosa significhi il termine valore riferito ad una opera d’arte, e chi sia il soggetto in grado di stabilire ed attribuire questo valore.

Il businnes dell’arte è autoreferenziale, ed è inflazionato o depresso secondo direttrici economiche che spesso sfuggono logiche palesi. Di sicuro c’è che i prezzi artificiosi di alcuni pezzi, gonfiati a dismisura, portano, come una cascata, a rialzi subitanei e vincolanti per tutte le altre opere sotto la soglia  della visibilità mediatica. E sempre i prezzi eclatanti delle aste non sono l’exploit casuale di un mecenate innamorato, ma un manovra specifica e studiata a tavolino.

Si scrive arte, si contrabbanda cultura, si raccoglie denaro. Ma è arte? E’ cultura? Di certo, c’è solo il denaro.

La fine dell’Uomo, l’inizio della Chimera

Martedì 3 Giugno 2008

La Chimera, Quimera, Химера

Il sonno della ragione genera mostri. Francisco Goya

Ibridi animale e uomo: i nuovi embrioni
Contengono materiale genetico sia umano che animale. Serviranno per produrre cellule staminali a scopo di ricerca.
Gran Bretagna, via libera agli embrioni chimera

Danzando sull’abisso, bevendo dell’inebriante sapore del potere, giocando coi dadi del Senso.

Quando s’era piccoli, la mamma, o il nonno, quando si appicciava incautamente il fuoco, o ci si gettava senza freni in mezzo alla strada, o s’inseriva la punta del cacciavite nella presa elettrica, oppure si correva con le forbici in mano, o ci si sporgeva dal balcone ciondolando con la testa, o s’allungava la mano verso la pentola d’acqua bollente, il nonno, o la mamma, o la zia, venivano in nostro soccorso, allontanando la mano, strattonandoci per il gomito, strappandoci la minaccia dalle dita.

Ora che il nonno riposa sottoterra, e ci osserva dalle polverose foto in bianco e nero, e abbiamo abbandonato la casa materna, che odora ancora di bene, non v’è più nessuno che corregge il gesto, soccorre nel pericolo, supplisce allo sbaglio; ora che l’uomo è diventato grande e gonfiando il petto s’inorgoglisce di caricare i dolci strumenti deputati allo sterminio, e con ottocento parole ne canta le lodi, e nello specchio rimira estasiato la figura del proprio trionfo, oggi, che l’uomo è diventato grande e ha deciso che ciò che non era lecito è virtuoso, ciò che era stolto è saggio, e ciò che erano inumano è pietoso, oggi l’uomo intraprende l’ultima strada.

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Non si vince al battaglia contro l’inumano, si resiste fin che il cuore batte, e i sentimenti e la carità scorrono nel sangue bruno. Non c’è ritorno dalla Via che conduce all’Abisso; camminiamo con la testa bassa, e il cielo oscurato dalle rocce dell’antro piange senza posa perchè non ci rivedrà più.