tra|scen|dèn|te

5 Marzo 2010

da: repubblica.it

trascendente
[tra-scen-dèn-te]
(pl. -ti, part. pres. di trascéndere)
agg.
1 Che è al di là delle facoltà umane di esperienza sensibile, che supera i limiti dell’uomo e la realtà tangibile: Dio è l’essere t.

da: etimo.it


da: sapere.it

trascendènte: trascendènte

p. pr. di trascendere

agg.

nel linguaggio religioso e filosofico, detto di ciò che non risiede nella realtà delle cose ma la supera; p.e. secondo il pensiero cristiano, Dio è causa trascendente del mondo
nell’ambito di una dottrina gnoseologica, che supera le nostre facoltà conoscitive

Share |

vuò|to

4 Marzo 2010

promettono loro la libertà, mentre essi stessi sono schiavi della corruzione, perché uno è schiavo di ciò che lo ha vinto. {seconda lettera di pietro 2:19}

leggevo l’ennesimo [inteso come ulteriore, piuttosto che ritrito] intervento filo-scientifico [devo ancora bene comprendere come, e in base a cosa, vengano attribuiti i galloni dell'affidabilità attorno alle cosidette "ricerche" di enti e università in giro per il mondo] pubblicato da un quotidiano nazionale. ci si interrogava sul gioco d’azzardo.

ho trovato che la descrizione neuroscienziato rosario sorrentino, direttore dell’ircap [istituto di ricerca e cura degli attacchi di panico], questa volta rivolta al “mal di gioco”, possa essere tranquillamente estesa ad una amplissima gamma di fenomeni sociale e psicologici:

«Si profila sempre più il rischio di una addiction generation, una generazione dipendente cioè da una scarica di dopamina extra per provare sensazioni fuori dall’ordinario, con il pericolo di una “porta d’ingresso” verso comportamenti caratterizzati da aggressività , impulsività, rabbia e con una chiara matrice sociopatica».

Prosegue

«Quando la compulsione, la patologia al gioco [io qui immagino di sostituire la parola con altri comportamenti oggi perfettamente "normali" e "accettabili"] attecchisce nel cervello, quest’organo appare sempre più in affanno perchè non riesce, con il contributo della corteccia prefrontale, a frenare, neutralizzare il desiderio smodato, irresistibile e impulsivo di giocare [come sopra]. È a questo punto che la persona è in balia del demone del gioco [idem come prima], cioè schiava del piacere e del bisogno di ribadire emozioni di intensità crescenti da vivere individualmente senza alcun tipo di freno».

se in via ipotetica rimpiazzassi “il demone del gioco” col demone del malinteso senso di “libertà” alla quale tutti oggi s’appellano, supremo ordine cosmico, dai volgari tribunali televisivi ai commenti [commenti? sob] lanciati a casaccio su una qualsiasi pagina web, del quale tutti si riempono la bocca, così che trabocchi, gonfiando in modo abnorme le guance, mozzando il fiato… una libertà vuota che reclama dignità e plausibilità soltanto in/per sé stessa, senza forma, senza matrice, senza coordinate.

una libertà che non è, ne più ne meno, che semplice  relativismo, indifferente relativismo de quàter franch; una libertà intesa come ammorbante e ingenuo e ignorante vuò|to.

sempre estremista, fanatica, autoreferenziale e indiscutibile. sempre diritto e mai obbligo. sempre suprema, mai umile. sempre razionale, mai ragionevole.  sempre imperativa, mai misericordiosa. una libertà piagnulenta che si presenta con il volto serenissimo e politically correct d’un angelo perseguitato, con le mani sporche di sangue intrecciate dietro.

è la libertà a renderci liberi, o è la verità che ci rende liberi?

Problemi tecnici di connessione

3 Marzo 2010

A causa di problemi con la connessione ai servizi web, il sito, il blog e tutte le risorse ufficiali ad essi collegate potrebbero non essere aggiornati celermente e, contestualmente, le comunicazioni web-based risultare interrotte.

In attesa che i problemi di linea siano definitivamente risolti, buona giornata!

.: E' online Fabio Ghezzi (Official) | Wordpress

26 Febbraio 2010

.: E’ online Fabio Ghezzi (Official) | Wordpress.

Dato che si tratta di una migrazione dalla precedente piattaforma wordpress, articoli, categorie e pagine potrebbero risultare duplicate; portate pazienza fino al raffinamento delle operazione tecniche.

son | no

26 Febbraio 2010

cos’ha a che fare la notte, con il sonno? john milton

alcuni risultati di ricerche empiriche scientifiche identificherebbero nel sonno il momento in cui il cervello mette ordine fra le informazioni inglobate durante il giorno; scremando il superfluo e catalogando i dati più rilevanti. al contrario, la perdita di sonno lederebbe le nostre capacità mnemoniche e di apprendimento. una ricerca del dott. daniel cohen, presso il ‘beth israeld eaconess medical center’ di boston metterebbe in relazione la deficienza cronica di sonno con la diminuzione delle performance cognitive, soprattutto nelle ore serali, a causa dell’accumularsi dell’adenosina, sostanza prodotta in mancanza di sonno.

sono stanco, e dormo poco; perché la curiosità per quasi ogni cosa mi invoglia a procrastinare ogni giorno più in là il momento del riposo. adoro la notte perché è il momento più fertile per il mio ‘lavoro’, per dare sfogo a quella che comunemente viene chiamata ‘creatività’.  riesco a concentrarmi meglio, perdo frenesia, guadagno serenità. ma non posso dimenticare che non sono una di quelle persone che, concedendosi solo qualche ora di riposo, magari quattro o cinque, si risvegliano freschi e lucidi.

la volontà e la curiosità, probabilmente, sono indispensabili, sia nello scrivere e redarre un romanzo, sia in qualunque lavoro che richieda uno stimolo propositivo personale e “non imposto”. in questa ottica forse è meglio che rivaluti, nella sua accezione migliore, il senso della “disciplina”

jasàr, donde deriva il sostantivo musàr, significa la “disciplina“, cioè l’impegno severo, ascetico del conoscere. Per essere veramente maestri bisogna avere la pazienza di stare ore e ore nello studio, nella fatica.

per portare a termine un libro, più del talento, più dell’estro, più delle disponibilità economiche e di tempo, sono persuaso che sia indispensabile la disciplina.

rab|bia

25 Febbraio 2010

oggi sono stato improvvisamente preda della rabbia; una rabbia esacerbata, severa e acuta, scaturita  da un nonnulla. quando s’è estinta, mentre s’estingueva, mi ha colto un convulso e appiccicoso senso di fastidio; perché la rabbia offusca ogni principio, pensiero, convincimento. e più è acuta, più inibisce ogni facoltà dell’intelletto, “la ta fa perd el sentiment”, regredendo a un puro e sregolato istinto animale.

quando l’ira acceca, la virtù scompare.

non credo che l’ira in sé sia evitabile; credo che solo la  virtù, coltivarsi nella virtù, possa mettere al riparo dai nerboruti rincrescimenti e dagli abrasivi pentimenti di chi, ormai placato, rivede ora con disgusto ora con rimpianto l’errore dell’ora passata, che più non può tornare.

.: E' online Fabio Ghezzi (Official) | MySpace

25 Febbraio 2010

.: E’ online Fabio Ghezzi (Official) | MySpace.

gè|li|do

24 Febbraio 2010

gè|li|do
agg.
e”>CO
1 che ha la temperatura del ghiaccio, freddissimo: aria, acqua gelida, notte gelida; clima, tempo g.
2 fig., privo di calore umano, di cordialità: un uomo g.; di comportamento, gesto e sim., che denota freddezza, mancanza di cordialità: un sorriso, uno sguardo g., un’accoglienza gelida
3 fig., estens., di atmosfera o situazione, che raggela, spec. causando imbarazzo, timore e sim.: un silenzio g. scese nella sala

.: Migrazione del blog ufficiale di Ewn Garaban

24 Febbraio 2010

mercoledì 24 gennaio: migrazione del blog ufficiale di Ewn Garabandal su fabioghezzi.wordpress.com

Cadde l'Angelo, Fabio Ghezzi, Mursia. Oltre il fantasy

16 Maggio 2009

Da aprile 2009 in distribuzione su tutto il territorio nazionale:
Cadde l’Angelo

Copertina di Cadde l'Angelo, fanio ghezzi, mursia

Autore: Fabio Ghezzi
Editore: Mursia (2009)
EAN: 9788842541073

Quarta di Copertina: “Ascoltami” riprese Vavàr “Ormai sei debole. E’ un’eternità che non Assaggi il soave piacere del peccato. Siamo ciò che siamo, è il Nostro Destino. A che ti vale questa inutile pazzia?”

Varsavia, 1942. Mentre tra le vie del ghetto ebraico si scatena la follia degli uomini, Humana Kartak cerca una strada per liberarsi dal suo destino di Demone dannato costretto a godere del Male. In un secolo di carnefici e vittime, l’Angelo caduto combatte una lotta solitaria e disperata per superare la sua natura, sfuggire all’eternità e conquistare il diritto alla sofferenza e alla vita. Un romanzo oscuro come la notte, con i tormenti e le avventure di un Demone che vuole farsi umano, mentre gli uomini si fanno Demoni.