Vincete l’odio con l’amore
14 Luglio 2008
“Vincete l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con la sofferenza”
(Selections from Gandhi, ed. Nirmal Kumar Bose, Navajivan Publishing House, Ahmadabad 1948, p. 184).

“Vincete l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con la sofferenza”
(Selections from Gandhi, ed. Nirmal Kumar Bose, Navajivan Publishing House, Ahmadabad 1948, p. 184).
«Aver saputo che una parte di lui continuerà a vivere dopo la clonazione è il più bel dono che abbia mai ricevuto» James Symington, padrone di Trakr-1 (l’originale).

Decidere chi debba essere clonato. Clonare. Clonare un eroe. Chi sarà il nuovo cane che prenderà il posto di Trakr, a quando pare, preso da esempio (da chi? quando? perchè migliore degli altri?) in quanto eroe dell’11 settembre? Mettiamo che tutto vada per il meglio, che il Trakr-2 (o bis?) diventi un eroe come il suo predecessore: significherebbe che l’eroicità è data dalla sua genetica? Mettiamo che non tutto vada per il meglio, che Trakr-2 (o bis?) non diventi affatto un eroe, anzi… Poniamo il caso che possa ferire qualcuno, come accade, ogni tanto, con alcuni cani. Allora il nuovo Trakr sarà un reietto, un falso. Un indegno successore.
BioArts International, unica società al mondo che possiede la licenza per clonare cani e gatti, lo ha scelto tra molti altri animali, nell’ambito del «Best Friends Again Contest», un concorso per la selezione di animali da far rivivere in «fotocopia».
Fare vivere in fotocopia. Clonare. Cloniamo i più belli, i più bravi, i più ricchi, i più intelligenti. Cloniamo i migliori. Escludiamo dalla clonazione i più brutti, gli ammalati, i più cattivi, i più poveri, i più studipi. Non cloniamo i peggiori. Il nostro padre-2 sarà nostro figlio?
Cloniamo i più forti ed i più coraggiosi, i più freddi, e facciamone un esercito imbattibile.
Cloniamo i più intelligenti, i più spregiudicati, e più abili, e creiamo un’azienda formidabile.
Cloniamo i più belli, i più seducenti, gli ammaliatori, e fondiamo un’era di comunicatori, di leader, di politici in grado di soggiogare le masse.
Escludiamo gli esclusi. Una società perfetta. Pura. Diamo coronamento al sogno nazista.
E’ questo ciò che vogliamo?
Questo è giusto?
Questo è sbagliato. E’ male.

“Avvampando gli angeli caddero; profondo il tuono riempì le loro rive, bruciando con i roghi dell’orco.”
Tratto dal film di Ridley Scott con Harrison Ford e Rutger Hauer, ispirato dal romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” di Philip K. Dick.

“Le Bassin aux Nympheas” dell’ impressionista Claude Monet (1840-1926) è stata battuta ieri a un’asta di Christie’s di Londra per 40,9 milioni di sterline, circa 52 milioni di euro. La tela, ad olio, delle dimensioni di due metri per uno, apparteneva a una collezione privata europea.
Il nodo, fondamentale, della mia riflessione, verte riguardo al prezzo sborsato per la sua acquisizione; 100 miliardi di lire. All’incirca 400 appartamenti economici, 5500 utilitarie, 8.000.000 di pizze, 33 milioni di litri di latte.
Perchè quel quadro è valutato così tanto? Merita quel prezzo?
Quella somma è il risultato di una serie di variabili socio-economiche che hanno a che fare con il business dell’arte. Le più evidenti: la fama dell’artista, il suo periodo storico, le disponibilità finanziarie dei compratori, la valutazione critica (congetturale) dell’opera, il venditore, la casa d’aste, la speculazione.
La speculazione. Quella che è definita arte moderna e/o contemporanea è una miniera d’oro, per un motivo sostanziale; non c’è alcun legame diretto fra il prezzo di un’opera e un suo valore intrinseco. Parlare di valore è già molto equivoco. Perchè bisognerebbe chiedersi, a priori, cosa significhi il termine valore riferito ad una opera d’arte, e chi sia il soggetto in grado di stabilire ed attribuire questo valore.
Il businnes dell’arte è autoreferenziale, ed è inflazionato o depresso secondo direttrici economiche che spesso sfuggono logiche palesi. Di sicuro c’è che i prezzi artificiosi di alcuni pezzi, gonfiati a dismisura, portano, come una cascata, a rialzi subitanei e vincolanti per tutte le altre opere sotto la soglia della visibilità mediatica. E sempre i prezzi eclatanti delle aste non sono l’exploit casuale di un mecenate innamorato, ma un manovra specifica e studiata a tavolino.
Si scrive arte, si contrabbanda cultura, si raccoglie denaro. Ma è arte? E’ cultura? Di certo, c’è solo il denaro.

screpolate dal freddo, dalla fatica, dal sudore.
La Crisis adesso è qui.
Adesso dovrò fare quello che deve essere fatto
perchè è la decisione che ho scelto fra quelle possibili.
Ho terminato la stesura definitiva del prossimo romanzo, intitolato provvisoriamente “Cadde l’Angelo”. Si tratta di un romanzo nero, un’opera distinta dal Ciclo di Feha Gìbuss per tematiche e genere letterario.
L’uscita del volume è prevista per il primo semestre 2009.


Verra questa Luce, essa penetrerà dalla porta.
Di là da doce adesso sei.
Non vedrai essa e non capirai perchè.
Non brucierai al sole, non saturerai le ferite, non sarai dissetato dal ghiaccio che scende per il collo senza dissetare,
Okkio aperto di fronte, è fermo tutto.
Non ho nulla da dire.
Non voglio dire nulla.
Si diffonde in ogni direzione, in ogni verso, in ogni tempo, in ogni lunghezza.
Luce Intensa colore del ghiaccio, divora ogni cosa.
Guarderai il Sole e non ne sarai bruciato,
ma ogni luce sarà tenebra oltre la Luce colore del ghiaccio.
Fermo sulla porta, le gengive doloranti, gli occhi stanchi, le dita gonfie. Si solidifica in aria il mio fiato in ghiaccio.
Un alito diede la vita, una luce diede vita. E’ qui.

Passerà qualcosa che altri chiamano con nome diverso, saprai che quello è ciò che stavi aspettando.
Come se i pori fossero più dilatati, come l”alcool che circola in un corpo freddo e stanco.
L’effetto di uno stupefacente, l”abbraccio di una mader di sekonda. Tutto questo sarà, un respiro verticale e vuoto.
Avrai l’altezza di guardare il cielo roteare, e potrai con la mano spostarlo verso nord e dove il sud diviene ancora nord.
Saprai che gli antichi totem di ghiaccio esisterono veramente e il sangue di quelli che li costruirono scorre anche nelle tue vene.
Vedrai il sole sciogliere il piatto indumento di ghiaccio che copre ogni angolo, il ruvido gelo smetterà di trapassarti la pelle esile come una foglia di alloro.
Guardarai negli occhi la luce che brucia, ma non sarai scottato.
Guardari negli occhi il sole che inarida, ma non ne sarai rinsecchito.
Fisserai giù verso l”estesa pianura che copre fino a dove l”Okkio protende il braccio.

Conoscerò quello che gli Oggetti raccontano_ sentirò sulla pelle disidratata una pelle.
Non è presso di me, non sarà stata ancora presso di me.
Poi un giorno essa sarà presso di me, come raccontano gli Oggetti taglienti.
Del ghiaccio sarà sciolto sulla mia fronte, le guancie che sono presso di me saranno bagnate e diventeranno paonazze, a chiazze.
Una polvere di ghiaccio si depositerà sull”iride dei miei occhi, sugli alveoli del corpo che sta presso di me, sul violAzzurro della anima a cui sono vicino.
Stacco un Oggetto e lo ripongo verso il cuore che sta vicino a Lei.
Essa mi comprende, io così credo.
Io la comprendo, essa così lei crede.
Sarà ogni cosa differente rispetto allo zenith che nacque dalla mente che vi è al tuo cospetto, non appartiene a te, benchè tu lo crederai.